Sostenibilità. L’agricoltura è un alleato fondamentale.

Estratto dal libro “𝐂𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢. 𝐀 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐫𝐞𝐞𝐧”, edito da GSE e Marsilio Editori. E’ un libro interessante dove prendono la parola filosofi, scrittori, giornalisti, universitari, esperti in energia, artisti, imprenditori e Lucio Cavazzoni, presidente di Good Land.

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Dallo sfruttamento del suolo al cambiamento del clima. Gli agricoltori sono i primi ad accorgersi dei cambiamenti che l’attività dell’uomo provoca. Come può trasformarsi il settore per resistere, ma anche per modificare in positivo la propria impronta ecologica?
Sicuramente attraverso l’innovazione. Da sempre il settore primario ha avuto fame di risposte dalla tecnologia e oggi alcune di quelle domande possono essere esaudite. Operando in permacultura è diventato possibile lavorare senza scalfire il potenziale della terra e garantire un giusto raccolto senza impoverire il pianeta. Le faccio un esempio: con l’agricoltura di precisione è diventato possibile sostituire l’aratro. L’aratura, in generale, solcando la terra sottrae CO2 dal sottosuolo – fondamentale per la crescita delle piante – liberandola in atmosfera e aggravando l’effetto serra. La tecnologia ci permette oggi di operare senza disperdere quell’anidride carbonica fondamentale sotto terra ma nociva se liberata. Dunque l’agricoltura può, anzi deve, grazie all’innovazione tecnologica, diventare un attore fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici garantendosi un ritorno sia in termini di resa e di preservazione del terreno sia di apertura verso nuovi settori.

In ambito energetico il settore primario può giocare un ruolo fondamentale. In che manier le aziende agricole possono supportare la green economy?
L’agricoltura oggi contribuisce negativamente sull’ambiente e deve iniziare a operare in termini riparativi. Ma questo paradigma non è da considerarsi solo come un atto dovuto. Molte pratiche possono evolvere in un’ottica di ottimizzazione che garantisca a tutti una convenienza sia essa economica che pratica e ambientale. Un aspetto che nel settore sta evolvendo molto rapidamente è la gestione degli scarti. È bene precisare che gran parte di quello che viene definito scarto organico, avviene proprio in campagna. Questi scarti devono esser ridotti e quel che rimane delle culture non può, e non deve, esser lasciato marcire liberando metano nell’atmosfera. Sono rifiuti che possono essere usati per produrre energia e contribuire alla sussistenza economica dell’azienda agricola e al suo fabbisogno energetico. Il rapporto tra tecnologia e agricoltura sarà sempre più affiatato e sono convinto che siamo solo ai bagliori di una nuova alba. Tutti gli sforzi in questo senso devono essere premiati perché c’è bisogno di tutte le idee e tutte le iniziative, purché orientate nella giusta direzione. Una direzione lungimirante attraverso cui agricoltura, tecnologia e società siano unite e cooperino in sinergia per garantirsi un futuro che, per ovvie ragioni, può essere solo condiviso.

Secondo Jeffrey Sachs per creare un’economia sostenibile è necessario coniugare lo sviluppo economico con l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale. Come può la filiera agroalimentare agevolare il paese nel portare avanti questo postulato?
Il degrado ambientale e sociale sono due facce della stessa medaglia. Questo è un concetto che ho letto anni fa ma che, più passa il tempo, più mi appare indiscutibile. Combattere contro uno è combattere l’altro, ed è per questo che uso la parola cooperazione. È necessario uscire dall’ottica assistenziale, bisogna cambiare punto di vista. Passare dalla beneficienza fine a sé stessa allo scorgere una comune convenienza tra ambiente e società. Se l’impegno a preservare il pianeta diventa di tutti, se la sostenibilità si trasforma in una forma mentis è possibile riattivare intelligenze addormentate e arrivare a guardare tutte le terre come terre buone. Seguendo l’idea dei nativi americani Lakota confinati dai colonialisti europei nelle ‘Badlands’, possiamo affermare che nessuna terra è cattiva, perché offre vita.

Dal libro: “𝐂𝐨𝐥𝐥𝐨𝐪𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢. 𝐀 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐫𝐞𝐞𝐧“, GSE e Marsilio Editori, 2020