Terra, terrestri, umani, diritti a Borgo Mameli

19 Ottobre 2020

Il racconto dell’evento organizzato insieme ad Associazione No Cap a Bologna il 16 Ottobre.

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L’immagine dell’illustratrice Sarah Mazzetti che ha accompagnato il titolo dell’evento mostra un corteo di persone che sfilano in strada. Portano vestiti colorati, sono giovani, sono orgogliosi. Qualcuno di loro con sé ha dei pomodori appena raccolti. Sono braccianti agricoli che si mostrano, non si nascondono. Sono visibili e non invisibili. Un’immagine che è stata il filo conduttore degli interventi.

Renato Lideo, padrone di casa, ha ricordato come Borgo Mameli fosse l’ultimo borgo contadino alle porte di Bologna per concentrare poi il suo intervento sulla convivialità, l’importanza della socializzazione, dello stare bene, della felicità, della partecipazione. Citando in modo indiretto il titolo dell’evento: essere terrestri e non marziani, umani e non disumani.

Mariana Mea ha introdotto il concetto di prodotti/progetto che caratterizzano il lavoro di Good Land. Farine da grani liberi che contrastano l’abbandono delle aree interne, risi prodotti da agricoltori che piantano nello loro risaie alberi, la produzione di passata di pomodori che contrastano il caporalato e promuovono il lavoro giusto nelle campagna italiane.

Lucio Cavazzoni ha esortato il pubblico ad essere attivisti, a decidere da che parte stare. Il mangiare è un atto politico e dunque è importante saper distinguere i prodotti che contrastano le ingiustizie da quelli che le promuovono. ‘E’ necessario fare di più, essere più compromessi nell’agire’ ha aggiunto con passione.

Yvan Sagnet, sorridente, ha precisato che sono i fatti quelli che contano. Servono proposte e non proteste. Per operare il cambiamento bisogna partire dalle situazioni più difficili. In Italia gli ultimi dati della Flai CGL parlano di 450.000 lavoratori in agricoltura sfruttati, 1,5 milioni in Europa. Nel foggiano No Cap ha impegnato quest’anno 50 ragazzi migranti che hanno trovato un lavoro rispettoso dei loro diritti ma anche ospitalità in strutture fuori dai ghetti. Nel foggiano sono 46.000 i braccianti invisibili in mano alla malavita e noi di No Cap facciamo concorrenza alla malavita offrendo lavoro pulito. Dare lavoro è il nostro sforzo più grande, possibile perché ci sono aziende agricole e di trasformazione che si rendono disponibili e si mettono in gioco. ‘Ed è un piacere collaborare con voi che siete qui, sono sicuro che ci divertiremo insieme’ sono state le sue parole di congedo.

Elly Schlein, vice Presidente della Regione Emilia-Romagn, ricorda quando nel 2011 ancora studentessa aveva invitato Yvan Sagnet a portare la sua esperienza. Ha ricordato come il caporalato sia un fenomeno presente nella nostra regione e che non bastano le leggi a contrastarlo. Ha sottolineato poi l’impegno della Regione nell’attivazione di aziono volte a combattere le ineguaglianze. Politiche per la solidarietà alimentare: la pandemia ha aumentato i poveri, tantissime persone prima invisibili si sono rivolte alla Caritas. Il distanziamento fisico è diventato spesso distanziamento sociale. Ma c’è anche il tema delle aree interne ed è urgente contrastarne l’abbandono e per questo la Regione ha attivato un bando per aiutare la ristrutturazione delle case di montagna. E’ importante promuovere politiche per creare lavoro ma legandole sempre alla crisi climatica.

Matteo Lepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna ha legato la parola diritti alla notizia di Uber presente ora anche a Bologna. Multinazionale che è entrata nella vita della città acquisendo come prima cosa una cooperativa di taxisti. Le parole d’ordine devono essere: creare valore, impegno militante, creare alleanze. Nel suo intervento ha esortato a operare insieme, a cooperare insieme.

Le immagini della fotografa Maria Palmieri realizzate nelle campagne del foggiano sono state la cornice visiva dell’evento che ci auguriamo di poter ripetere al più presto.