VANDANA SHIVA – Dall’avidità alla cura

Lucio Cavazzoni, Presidente di Good Land, commenta l’ultimo libro di Vandana Shiva

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“Il cibo è il metabolismo che lega l’uomo alla terra, alla campagna, alla città, alla biodiversità e alla diversità culturale“.   Questa lungimirante esemplificazione del ruolo del cibo di Vandana Shiva è sintesi del suo ultimo libro dal titolo “Dall’avidità alla cura”.  La stessa lungimiranza ed efficacia che ha contraddistinto l’Unione Buddisti Italiani che l’ha voluta in Italia a sostegno di una lotta per la pace e  un cambio forte di direzione: verso la  cura degli esseri viventi come delle idee e persone che si battono per libertà, convivenza e di paesaggio agricolo -culturale -ambientale, bene di tutti.   Il Presidente di Good Land Lucio Cavazzoni commenta così “Dall’avidità alla cura”:   “Nella sua ultima fatica scritta sulla Cura, Vandana lancia un definitivo e durissimo atto di accusa alla nostra – di europei – “colonialità”, ovvero nostra dipendenza verso un autoctono persistente pensiero coloniale. 45.000 miliardi di dollari, a tanto ammonterebbe la ricchezza dell’India che nell’arco di 150 anni è stata depredata dal Regno Unito. Ma l’ecatombe più consistente è stata l’annientamento di quasi l’80% delle popolazioni native delle Americhe, Australia, parte dell’Africa.   I 4 milioni di ettari riconducibili alla Cargill in Ucraina, insieme agli altri posseduti da più o meno grandi imprese tedesche, olandesi, nordamericane …di questo martoriato paese, dal quale tanta emigrazione abbiamo conosciuto negli ultimi decenni, ci dicono che dominio e sfruttamento hanno solo cambiato marketing, non direzione.   “Solo scegliendo la via della cura coltivando l’unità con la Terra possiamo scegliere e praticare un’altra cultura.”   Una altra coltura.   Il resto è guerra.”